Informativa sulla prevenzione del rischio legionella

Informativa sulla prevenzione del rischio legionella

Informativa sulla prevenzione del rischio legionella

LA LEGIONELLOSI, o malattia dei legionari, è una grave forma di polmonite che viene contratta per via respiratoria mediante l’inalazione o microaspirazione di aerosol in cui è contenuto il batterio del genere legionella. La letalità media di tale malattia è del 10%, ma può arrivare fino al 30- 40% nei casi acquisiti in ospedale.
Le Legionelle sono ampiamente diffuse in natura, dove si trovano principalmente associate alla
presenza di acqua (superfici lacustri e fluviali, sorgenti termali, falde idriche ed ambienti umidi in genere). Da queste sorgenti, la Legionella può colonizzare gli ambienti idrici artificiali (reti cittadine di distribuzione dell’acqua potabile, impianti idrici dei singoli edifici, impianti di climatizzazione dell’aria, torri di raffreddamento, condensatori evaporativi o umidificatori, docce, impianti termali, piscine, fontane ecc.) che si pensa agiscano come amplificatori e disseminatori del microrganismo.
Le Legionelle prediligono gli habitat acquatici caldi; si riproducono tra 25 e 45 °C, ma sono in
grado di sopravvivere in un range di temperatura più ampio, tra 5,7 e 63°C.

Le infezioni da Legionella rappresentano un problema importante nella Sanità Pubblica, tanto che
sono sottoposte a sorveglianza speciale da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e
dell’Istituto Superiore di Sanità, che ha istituito nel 1983 il Registro Nazionale della Legionellosi.
In Italia sono uscite due edizioni di linee guida (2000 e 2005) per affrontare e prevenire il problema
della Legionella nelle strutture comunitarie (turistico-ricettive) e nosocomiali.
Per assicurare una riduzione del rischio è necessario un monitoraggio continuo degli impianti,
l’adozione di misure di prevenzione idonee e un costante aggiornamento su tale problematica.

GLI OBBLIGHI A CARICO DEI GESTORI IN MATERIA DI LEGIONELLA

Con l’accordo sancito in data 4 aprile 2000 in sede di conferenza Stato-regione e pubblicato nel G.U. n.103 del 5 maggio 2000, recante “Linee guida recanti indicazioni sulla legionellosi per i gestori di strutture turistico-ricettive e termali” e con gli accordi sanciti in data 13 gennaio 2005 e pubblicati in G.U. n.28 del 4 febbraio del 2005, corre l’obbligo per le seguenti tipologie di attività:
strutture turistico recettive (alberghi, hotel, pensioni, campeggi, residence, agriturismi,
bed&breakfast, soggiorni di vacanza, affittacamere, navi da crociera etc.) strutture sanitarie, socio-sanitarie e socio assistenziale strutture ad uso collettivo (impianti sportivi e ludici,
palestre, centri commerciali, fiere, esposizioni, centri
benessere, etc.) strutture termali.
di procedere alla “Valutazione del rischio legato all’infezione da Legionella” ed elaborare un documento ai fini dell’Autocontrollo, specifico per la struttura.
Tale documento dovrà riportare:
la nomina di un responsabile per la gestione del rischio;
descrizione e ispezione della struttura e degli impianti (mappa della rete idrica);
individuazione dei pericoli e valutazione dei rischi mediante un’attenta analisi delle condizioni di normale funzionamento dell’impianto idrosanitario al fine di individuarne i punti critici;
descrizione delle misure di prevenzione a riduzione del rischio e l’applicazione delle misure di controllo e interventi da effettuare al fine di ridurre al minimo il rischio evidenziato; programmazione della sanificazione e informazione e formazione (documentata) del personale.
Dovrà inoltre essere istituito il “Registro degli interventi”, ovvero un documento riassuntivo degli interventi di manutenzione ordinari e straordinari sugli impianti idrici e di climatizzazione.
Dovranno essere eseguiti analisi microbiologiche sull’acqua e ambientali per la ricerca ed il conteggio della Legionella sui punti critici dell’impianto idrico e di climatizzazione.
La periodicità dell’analisi del rischio e la rielaborazione del documento deve essere effettuata regolarmente, con frequenza almeno biennale e ogni volta che ci sia motivo di pensare che la situazione si sia modificata (ad esempio: ristrutturazioni, rifacimento dell’impianto). L’analisi deve, comunque, essere rifatta ad ogni segnalazione di un possibile caso di Legionellosi.
E’ opportuno che tali controlli siano eseguiti da personale preparato e specializzato nel settore.



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